Esperti

Roberto Marchesini

ETOLOGO, FONDATORE DEL SIUA (SCUOLA DI INTERAZIONE UOMO-ANIMALE), ITALIA

"Forse non si riflette abbastanza su cos'è un agnello. E' un cucciolo e come tutti i cuccioli ha bisogno di avere accanto a sè una mamma che si prende cura di lui e lo tiene in una condizione di serenità. In una folla di agnelli stipati in uno spazio angusto non c'è solo l'orrore per la mancanza dei requisiti minimi di benessere: avere uno spazio a disposizione, essere libero dalla fame e dalla sete, non correre il rischio d'incidenti gravi - inevitabili in una folla spaventata. Dobbiamo immaginare una folla di bambini, al di sotto dei due anni, che disperatamente cercano la mamma e piangono senza conforto e ininterrottamente, giacché la loro paura è aumentata dal pianto degli altri cuccioli, dalle urla degli uomini, dalle caratteristiche dell'ambiente, dall'odore della sofferenza e del sangue.

Ma è un umanizzare? Gli agnelli soffrono come i bambini? Per quanto riguarda la paura direi addirittura di più, perché come prede hanno un sistema emotivo molto sensibile e sono più portati a spaventarsi rispetto agli umani. Nel filmato vediamo solo l'orrore esplicito, quello che ci parla di agnelli calpestati, di agnelli palesemente sofferenti, di strutture vessatorie e di modalità di manipolazione che non verrebbero minimamente usate se invece che agnelli ci fossero oggetti preziosi. L'agnello che viene gettato come un sacco di patate dentro un camion è meno che un oggetto prezioso. Quello che solo un etologo può vedere sono le espressioni comportamentali di disperazione, l'immersione in un universo percettivo di sofferenza e morte, gli atteggiamenti di ricerca parentale e lo stato di terrore.

Guardando questo filmato ho avuto la netta sensazione di assistere a un girone dantesco, un inferno che purtroppo abbiamo costruito noi umani, un atelier di mostruosità di cui noi siamo produttori, registi e protagonisti. Gli agnelli ancora pienamente coscienti agganciati di fianco ad altri agnelli con la gola recisa, con il sangue che gocciola su di loro, mi ricorda il quadro di Giotto dedicato a Satana presente nella Cappella degli Scrovegni. Lo stesso orrore si prova di fronte a questo tripudio di mostruosità ove non c'è il benché minimo rispetto verso il dolore e la sofferenza, dove non c'è spazio per la pietà."

Bernard RollinBernard E. Rollin

Professore di Filosofia e Scienze AnimaLi, universitÁ del colorado, USA

"Il commento a questo video è realizzato assieme al dottor Terry Engle, professore ordinario di scienze animali.

Io non posso rimanere estraneo alle atrocità perpetrate sugli animali. Nel mio lavoro sull’allevamento e di ricerca nelle scienze animali, ho visto le persone comportarsi in un modo che mi fa vergognare di essere umano. Ma questo video è peggio di qualsiasi altra cosa. Sebbene i lavoratori raramente mostrino la rabbia, o la crudeltà selvaggia che ho visto in altre occasioni, l'abuso ripetuto in maniera robotica è comunque, a suo modo, altrettanto doloroso.

Gli animali malati, quelli apparentemente sani e quelli morti vengono lasciati tutti insieme nello stesso recinto. Gli agnelli sono stati appesi vivi e coscienti ad una bilancia, per essere pesati. Vivi, coscienti, gli animali sono stati gettati da una parte all’altra senza alcuna attenzione, nonostante la loro consapevolezza e le urla terribili. Gli animali a volte non riuscivano nemmeno a muoversi. Nulla è stato fatto per aiutare l’agnello in ipotermia. La lista potrebbe continuare all’infinito.

Il video del macello è altrettanto selvaggio, gli animali in piena coscienza lottano contro il dissanguamento e vengono maneggiati senza pietà o compassione. Le pinze usate per lo stordimento, in un caso, hanno dato fuoco alla lana dell’animale. Io e il Dr. Engle riteniamo che il metodo di stordimento fosse usato in maniera casuale e non funzionasse la maggior parte delle volte. È difficile dire se gli animali fossero o meno storditi durante la fase di macellazione. In breve, l'impianto ripreso va immediatamente chiuso, e deve essere impedito a chi vi lavora di aver a che fare con gli animali. Tutti sono complici, e tutti dovrebbero essere perseguiti nella misura massima consentita dalla legge. Personalmente, ho seri dubbi che una persona qualsiasi possa riuscire a mangiare l'agnello dopo aver visto questo filmato."

Federica TassanoFederica Tassano

MEDICO VeterinariO, ITALIA

"Allevamenti: il video mostra una carcassa di agnello in decomposizione abbandonata da giorni in un recinto; un agnello in gravi condizioni fisiche, un altro incapace a deambulare, lasciati nel recinto con madri e altri agnelli, senza cure; viene ripresa la pratica tradizionale di “pesatura” in cui gli agnelli terrorizzati vengono legati per le zampe anteriori e pesati in gruppi.
Nel video viene inoltre mostrata una pecora lasciata da sola, legata alla mangiatoia poiché malata. E’ chiaramente spaventata e stressata. Le pecore sono infatti animali di branco che qualora separate dal gregge, anche se adulte, possono avere vere e proprie crisi di ansia e paura.

Macelli: nel video i movimenti degli agnelli successivamente allo stordimento più che riflessi, contrazioni, sembrano movimenti delle zampe coordinati, volontari; si può notare come alcuni di essi continuino a respirare e a muovere la testa anche durante il dissanguamento. "

John SorensonJohn Sorenson

professore di Sociologia, BROCK University, CANADA

"L'investigazione sotto copertura realizzata da Animal Equality in diversi allevamenti e macelli in Italia, rivela la brutalità che sta alla base della celebrazione della Pasqua e del consumo di carne. Le condizioni in cui vivono questi animali sono terribili, alcuni di loro vengono lasciati morti o malati a marcire tra i loro compagni ancora vivi, confinati all'interno dei recinti.

Le immagini raccolte nei macelli sono addirittura peggiori: gli agnelli vengono stipati in piccoli recinti, senza lo spazio per muoversi, accanto alle pelli insanguinate strappate agli animali appena macellati. Ci sono numerose violazioni delle leggi in tema di benessere animale ma qui la cosa peggiore è la semplicità con cui è diffusa e praticata tanta violenza. I lavoratori non sembra traggano particolare piacere dal maltrattare gli animali, semplicemente hanno accettato la loro attività come un dato di fatto e continuano a portare avanti il loro lavoro. Animal Equality ha ancora una volta svolto un servizio utilissimo, sollevando la questione se è giusto continuare a sostenere tanta brutalità e violenza.

Michela PettoraliMichela Pettorali

MEDICO VETERINARIO, ITALIA

"Alcune immagini si riferiscono a quella che in gergo viene definita “pesa”, ovvero quel procedimento durante il quale gli agnelli vengono appesi per le zampe anteriori a dei ganci, in gruppi anche piuttosto numerosi, e pesati. Il dolore provato dagli agnelli in questa fase appare evidente anche dal loro dibattersi nel tentativo di divincolarsi. Questo dolore è conseguenza dalla posizione innaturale che viene fatto loro assumere, tale per cui il peso corporeo aumentato dalla gravità carica esclusivamente sull’articolazione scapolo omerale stirandola al massimo provocando, quindi, lo stiramento della capsula articolare e la stimolazione dei nocicettori articolari.

Al macello, gli agnelli vengono ammassati dentro una recinzione da cui sono successivamente prelevati di forza dall’operatore tramite presa per le zampe anteriori. Tale modalità di presa, causa una anormale trazione dell’articolazione scapolo omerale con induzione di conseguente dolore. Successivamente, viene messo loro un laccio sulle zampe posteriori, in modo da poterli appendere a testa in giù, vengono elettronarcotizzati e iugulati (sgozzati). Alcuni agnelli continuano ancora a muoversi, quasi sicuramente in stato di coscienza e, quindi, sentendo dolore, fino al momento della iugulazione."

Adele LloydDr. Adele Lloyd

Vice-Presidente del Sentient (Veterinary Inst. for Animal Ethics), Australia

"All’interno del capannone gli uomini gridano, fischiano, battono sui cancelli di metallo e colpiscono i muri di cemento con un bastone di legno cercando di forzare gli animali a spostarsi da un recinto all’altro. E ciò causa stress, com’è ovvio a giudicare dalla quantità di rumore che gli agnelli stanno facendo. Questa confusione è dovuta a una serie di motivi tra cui – ma non solo – la separazione dei piccolo dalle mamme, gli ambienti non familiari e i rumori eccessivi. Gli ovini si muovono serenamente solo in assenza di suoni acuti o forti, mentre in presenza di situazioni ambientali traumatizzanti questi animali esitano.

Il primo agnello è sottoposto a forti stress, tra cui l’essere isolato dal gregge, appeso per le zampe posteriori e costretto in una posizione innaturale (come precedentemente menzionato eventuali lesioni potrebbero verificarsi) oltre a trovarsi sopra un’area completamente invasa dal sangue. Gli agnelli che lo seguono, inoltre,subiscono il dramma di trovarsi accanto ai loro simili morti, o morenti."

Lorelei WakefieldLorelei Wakefield

Fondatrice della Univ. of Pennsylvania Veterinary Animal Welfare Society, USA

"Un agnello in agonia (prossimo alla morte), che giace debole contro la recinzione del paddock, è lasciato solo per alcune ore, senza cure veterinarie e senza che gli venga praticata l'eutanasia. Quell'agnello sarebbe dovuto essere allontanato dal gregge e curato prima di raggiungere un simile stato. C'è un agnello morto e in decomposizione nello stesso recinto, insieme ad altri animali vivi. I corpi in decomposizione attirano i vermi e possono diffondere malattie.

Purtroppo gli agnelli che vediamo in questo filmato sono vittime di stress e sofferenze evitabili. Trattare gli animali in questo modo, legarli e appenderli in stato di completa coscienza, è terribilmente stressante e fonte di grande paura. Gli agnelli vengono trascurati per lunghi periodi e le condizioni igieniche in cui vivono non sono accettabili. I lavoratori ignorano i segni del dolore e di piena coscienza degli animali.
Gli agnelli sono animali delicati che meritano cure ed un trattamento umano. Al momento questa pratica è incapace di soddisfare anche i più elementari standard di benessere animale."